Auto sempre più care, gli italiani rinviano l’acquisto: oggi servono 11 stipendi per comprarne una

Il sondaggio Bain & Company e ANIASA fotografa una mobilità italiana sempre più dipendente dall'auto, ma frenata da prezzi record. Crescono i rinvii all'acquisto e aumentano le difficoltà delle famiglie.

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L’automobile continua a occupare un ruolo centrale nella vita quotidiana degli italiani, ma acquistarne una nuova sta diventando un obiettivo sempre più complesso. È questa l’immagine che emerge dall’edizione 2026 del sondaggio sulla mobilità realizzato da Bain & Company in collaborazione con ANIASA, l’associazione che rappresenta il settore dei servizi di mobilità. Lo studio racconta un Paese in cui il bisogno di spostarsi con un mezzo privato non è diminuito, mentre è cresciuta in modo evidente la difficoltà economica nell’affrontare l’acquisto di una vettura nuova. Il dato che colpisce maggiormente riguarda proprio il rapporto tra il costo delle automobili e il reddito delle famiglie: le auto sono sempre più care.

Se all’inizio degli anni Duemila erano sufficienti circa cinque mensilità di stipendio medio per acquistare un’auto nuova, oggi ne servono mediamente undici. Un cambiamento profondo che fotografa quanto il mercato sia mutato nell’arco di poco più di vent’anni e quanto il potere d’acquisto degli automobilisti si sia ridotto rispetto ai listini delle vetture.

La ricerca mette inoltre in evidenza come questo fenomeno non abbia ridotto il bisogno dell’automobile. Al contrario, la vettura privata continua a rappresentare il principale mezzo di trasporto per milioni di persone, diventando però un bene sempre meno accessibile, soprattutto per le famiglie con redditi medi.

Auto sempre più care: tre italiani su quattro continuano a utilizzare l’automobile

Il sondaggio conferma che l’auto resta il pilastro della mobilità nazionale. Il 76% degli intervistati dichiara infatti di utilizzarla abitualmente, una quota nettamente superiore rispetto agli altri mezzi di trasporto. Il trasporto pubblico viene utilizzato dal 52% del campione, mentre lo scooter raggiunge il 50%. Più marginale il ruolo delle soluzioni di sharing, utilizzate dal 13% degli italiani e prevalentemente in maniera occasionale.

Dietro questi numeri c’è una realtà ben precisa. L’automobile continua a essere lo strumento più versatile per affrontare gli spostamenti quotidiani, dal tragitto casa-lavoro alla gestione della famiglia, passando per le commissioni giornaliere e il tempo libero. La domanda di mobilità privata, dunque, non si è ridotta. È la possibilità economica di acquistare un’auto nuova ad essersi progressivamente indebolita.

Questo equilibrio tra necessità e disponibilità economica rappresenta uno dei temi più rilevanti per il mercato automobilistico italiano. Se da una parte le famiglie continuano ad avere bisogno dell’auto, dall’altra cresce il numero di coloro che preferiscono rinviare l’acquisto oppure valutare soluzioni alternative.

Il mercato rallenta perché gli acquisti vengono rinviati

Uno degli indicatori più significativi emersi dall’indagine riguarda proprio il comportamento dei consumatori. Il 59% degli italiani dichiara di non aver preso in considerazione l’acquisto di una vettura nuova oppure di aver deciso di rimandarlo. Ancora più significativo è il fatto che circa una persona su dieci abbia scelto di rinunciare completamente all’acquisto.

Si tratta di un dato che aiuta a comprendere l’andamento del mercato degli ultimi anni. La domanda potenziale esiste ancora, ma viene congelata dalle difficoltà economiche e dall’incertezza sul futuro. Non è quindi un disinteresse verso l’automobile a frenare le immatricolazioni, bensì un atteggiamento prudente da parte delle famiglie. Del resto, le auto sono sempre più care.

Molti automobilisti preferiscono mantenere la vettura già posseduta più a lungo, rinviando il momento della sostituzione nella speranza di trovare condizioni economiche migliori oppure formule di acquisto più sostenibili.

Auto sempre più care: prezzi in aumento e redditi che crescono più lentamente

Secondo Bain & Company il principale elemento che ha modificato il rapporto tra gli italiani e l’automobile è rappresentato dall’aumento dei prezzi. Dal 2013 a oggi il prezzo medio delle vetture è cresciuto del 52%, mentre il reddito familiare è aumentato soltanto del 29%. Questo divario ha progressivamente ridotto la capacità delle famiglie di affrontare l’acquisto di un’auto nuova.

Alla crescita dei listini hanno contribuito numerosi fattori. Dopo la pandemia si sono verificati problemi nelle catene di approvvigionamento internazionali e una lunga crisi dei semiconduttori che ha limitato la produzione mondiale. A questi elementi si sono aggiunti l’inflazione, l’aumento generalizzato dei costi industriali e l’introduzione di tecnologie sempre più sofisticate.

Anche l’evoluzione stessa del mercato ha inciso sui prezzi. Le Case automobilistiche hanno progressivamente spostato l’offerta verso segmenti superiori, con una presenza crescente di SUV e crossover e una riduzione delle vetture compatte che storicamente rappresentavano il punto d’ingresso per molte famiglie.

Perché gli italiani rimandano l’acquisto

La ricerca individua con precisione le motivazioni che portano gli automobilisti a rinviare l’acquisto. Il 36% indica come principale causa l’incertezza sulle prospettive economiche e sul reddito futuro. In un contesto caratterizzato da inflazione e aumento del costo della vita, molte famiglie preferiscono evitare investimenti importanti.

Un ulteriore 25% degli intervistati dichiara invece di voler attendere condizioni di mercato più favorevoli, sperando in prezzi inferiori o in offerte commerciali più vantaggiose. Questo comportamento conferma come il mercato sia oggi fortemente influenzato dal tema dell’accessibilità economica.

L’indagine mostra inoltre quali strumenti potrebbero rilanciare la domanda. Il 30% degli italiani ritiene fondamentali incentivi pubblici per l’acquisto di una nuova vettura, mentre il 26% indica come prioritaria una riduzione dei prezzi di listino. Un ulteriore 12% considera decisiva una maggiore flessibilità finanziaria attraverso formule di pagamento più accessibili.

L’elettrificazione convince, ma resta il problema del prezzo

Lo studio dedica spazio anche alle alimentazioni alternative. L’interesse verso le vetture elettrificate continua a crescere, ma la diffusione procede con ritmi differenti rispetto alle aspettative di pochi anni fa. Il principale ostacolo rimane il costo d’acquisto, indicato dal 51% degli intervistati.

Al secondo posto compare la disponibilità delle infrastrutture di ricarica, citata dal 28% del campione. Nonostante il numero delle colonnine continui ad aumentare, molti automobilisti ritengono ancora insufficiente la rete, soprattutto fuori dai grandi centri urbani.

Una quota pari al 7% preferisce invece continuare a scegliere motorizzazioni tradizionali per ragioni legate alle abitudini oppure alla passione personale. Anche questo elemento contribuisce a spiegare perché la transizione verso la mobilità elettrica stia procedendo in maniera graduale.

Auto sempre più care: le differenze tra le regioni italiane

Un altro aspetto interessante riguarda la distribuzione territoriale delle vetture elettrificate. Bain & Company evidenzia una forte correlazione tra il reddito disponibile e la diffusione delle auto ricaricabili. Le regioni caratterizzate da un PIL pro capite più elevato registrano infatti una penetrazione decisamente superiore rispetto al resto del Paese.

In particolare Lombardia e Veneto emergono come i territori dove le alimentazioni elettrificate risultano maggiormente diffuse. Più in generale è il Centro-Nord a guidare questa trasformazione, mentre nelle aree caratterizzate da redditi medi inferiori la diffusione delle nuove tecnologie procede con maggiore lentezza.

Questo dato suggerisce che il costo iniziale rappresenti ancora uno degli elementi decisivi nella scelta dell’automobile e che la transizione energetica proceda a velocità differenti in funzione delle condizioni economiche delle famiglie.

Il mercato dovrà cambiare per tornare a crescere

L’indagine propone anche una riflessione sul futuro del settore automobilistico. Secondo Bain & Company il crescente divario tra valore percepito dell’automobile e capacità di acquisto richiede una revisione dell’offerta commerciale. Il problema non riguarda soltanto la tecnologia, ma soprattutto l’accessibilità economica dei modelli disponibili.

Per questo motivo lo studio indica come possibili strumenti di rilancio lo sviluppo di nuovi modelli di accesso all’automobile, una maggiore flessibilità finanziaria e il ritorno di vetture capaci di intercettare la fascia di clientela più sensibile al prezzo. L’obiettivo diventa quello di riportare l’automobile alla portata di una platea più ampia di famiglie italiane.

In questo contesto trovano spazio anche formule alternative alla proprietà tradizionale. Il noleggio viene indicato come una soluzione capace di offrire costi prevedibili e programmabili, consentendo agli utenti di utilizzare un’auto senza affrontare immediatamente l’investimento richiesto dall’acquisto.

Una fotografia della mobilità italiana nel 2026

Il sondaggio Bain & Company e ANIASA restituisce l’immagine di un mercato che continua a poggiare su un forte bisogno di mobilità privata. Gli italiani non stanno abbandonando l’automobile, né sembrano volerlo fare nel prossimo futuro. Continuano a utilizzarla ogni giorno e la considerano indispensabile per lavoro, famiglia e tempo libero.

Ciò che cambia è la possibilità di sostituire il proprio veicolo con la stessa frequenza del passato. L’aumento dei prezzi, la crescita più lenta dei redditi e l’incertezza economica stanno modificando profondamente il comportamento dei consumatori, spingendo molti automobilisti a rinviare le decisioni oppure a cercare formule alternative alla proprietà.

Per il settore automotive questa rappresenta probabilmente una delle sfide più importanti dei prossimi anni. Da un lato occorrerà continuare a investire nell’innovazione tecnologica, dall’altro sarà necessario riportare l’automobile entro livelli di accessibilità compatibili con il potere d’acquisto delle famiglie. Il successo del mercato dipenderà dalla capacità di trovare un equilibrio tra evoluzione tecnologica, sostenibilità economica e reale disponibilità di spesa degli automobilisti italiani.

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