Aumento del prezzo del carburante, benzina e diesel aumentano

Benzina e diesel in rialzo: Brent sopra 80 dollari, gasolio oltre 1.000 $/t. Prezzi ai massimi e possibile intervento sulle accise.

prezzo carburante

L’aumento del prezzo del carburante torna al centro dell’attenzione con una nuova impennata dei listini alla pompa. I prezzi di benzina e, soprattutto, gasolio stanno registrando rialzi, alimentati dall’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio e dei prodotti raffinati.

Le medie nazionali iniziano già ad adeguarsi alla corsa delle materie prime, mentre i principali marchi hanno aggiornato i prezzi consigliati con incrementi che, in alcuni casi, raggiungono diversi centesimi al litro in un solo giorno. I nuovi rialzi sono essenzialmente causati dall’aggressione contro l’Iran e le conseguenti tensioni sullo stretto di Hormuz, dal quale passa una quota molto importante di traffico marittimo di greggio (e non solo).

Le cause: Brent sopra gli 80 dollari e gasolio oltre i 1.000 dollari a tonnellata

Alla base dell’aumento del prezzo di benzina e diesel vi è l’andamento delle quotazioni internazionali. Il Brent ha chiuso sopra gli 80 dollari al barile il 3 marzo, mentre la quotazione del gasolio ha superato i 1.000 dollari a tonnellata. In euro, il valore del gasolio è ai massimi da ottobre 2023, un dato che evidenzia la pressione crescente sul mercato dei carburanti.

Questa tensione si riflette rapidamente sui listini nazionali. Il gasolio in modalità self service ha raggiunto il livello più alto dal 14 luglio 2024, mentre la benzina si colloca ai massimi dal 21 dicembre scorso. Le proiezioni indicano che già nei prossimi giorni i record potrebbero essere aggiornati, confermando una tendenza che preoccupa automobilisti e imprese.

Prezzo del carburante: nuovi rincari annunciati dalle compagnie

Il rialzo dei carburanti non è soltanto il risultato delle quotazioni internazionali, ma anche delle decisioni delle compagnie petrolifere. Dopo incrementi compresi tra tre e sei centesimi già stabiliti nei giorni precedenti, diversi marchi hanno annunciato ulteriori adeguamenti.

Questi adeguamenti contribuiscono ad alimentare la percezione di una corsa senza freni, con effetti immediati sulle medie nazionali.

Le medie nazionali: quanto costa fare rifornimento

Le rilevazioni elaborate sulla base dei dati comunicati da circa 20 mila impianti all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano chiaramente l’impatto dei rincari.

Al self service, la benzina si attesta a 1,693 euro al litro, con un aumento di 19 millesimi rispetto alla precedente rilevazione. Il diesel raggiunge 1,753 euro al litro, con un incremento di 25 millesimi. Anche al servito i prezzi salgono, con la benzina a 1,830 euro al litro e il gasolio a 1,888 euro al litro.

Il Gpl si posiziona a 0,691 euro al litro, il metano a 1,404 euro al chilogrammo e il Gnl a 1,227 euro al chilogrammo. In autostrada, i prezzi risultano ancora più elevati, con la benzina a 1,787 euro al litro e il diesel a 1,845 euro al litro in modalità self, mentre al servito si superano rispettivamente i 2,047 e i 2,102 euro al litro.

Gasolio sotto pressione: effetti sull’autotrasporto

L’aumento del prezzo del carburante tipo gasolio rappresenta un elemento particolarmente critico, poiché il diesel è il combustibile di riferimento per il mondo dell’autotrasporto. Un rialzo significativo dei costi alla pompa rischia di trasferirsi lungo tutta la filiera logistica, con possibili ripercussioni sui beni di consumo.

Il rischio è quello di un effetto a cascata sul carrello della spesa, con un incremento dei prezzi finali per i consumatori e una riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. In un contesto economico già complesso, l’ulteriore pressione sui costi energetici potrebbe incidere in modo sensibile sulla capacità di spesa.

L’ipotesi di sterilizzazione delle accise

Di fronte a un aumento del prezzo del carburante così marcato, torna in discussione la possibilità di intervenire sulle accise, come riporta Quattroruote. La norma di riferimento è l’articolo 1, comma 291, della legge 244 del 2007, che prevede la possibilità di diminuire le accise per compensare le maggiori entrate IVA derivanti dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio greggio.

Il decreto può essere adottato qualora il prezzo del greggio aumenti, sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento indicato nell’ultimo Documento programmatico di finanza pubblica. Secondo le ricostruzioni, tale circostanza si sarebbe verificata nei frangenti attuali, aprendo la strada a un possibile intervento di sterilizzazione.

L’eventuale riduzione delle accise avrebbe l’obiettivo di attenuare l’impatto sui consumatori, ma resta da verificare se e quando verrà attivata questa misura.

Uno scenario in evoluzione

L’aumento della benzina e del diesel si inserisce in un quadro internazionale caratterizzato da forte volatilità. Le quotazioni in preda al panico influenzano rapidamente i listini nazionali, mentre le compagnie adeguano i prezzi consigliati con cadenza quasi quotidiana.

La prospettiva di nuovi record già nei prossimi giorni alimenta l’incertezza. Gli automobilisti si trovano a fronteggiare rincari che incidono direttamente sul bilancio familiare, mentre imprese e operatori della logistica devono ricalcolare costi e margini.

Il mercato dei carburanti, strettamente legato alle dinamiche globali del petrolio e dei prodotti raffinati, continua così a riflettere tensioni che si traducono in aumenti concreti alla pompa, in un contesto in cui ogni centesimo al litro pesa in modo tangibile sulla quotidianità di milioni di cittadini. Vuoi risparmiare carburante? Leggi la nostra guida.

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