La passione per le auto storiche ha trovato ancora una volta il suo palcoscenico ideale con la seconda edizione di ASI in Pista Spring Experience, il track day organizzato dall’Automotoclub Storico Italiano che ha riunito appassionati, collezionisti e piloti al Circuito Tazio Nuvolari di Cervesina, in provincia di Pavia. La manifestazione si è svolta domenica 1° marzo 2026 e ha richiamato circa cento vetture storiche, trasformando il circuito lombardo in un autentico museo dinamico dell’automobilismo sportivo.
L’evento è stato pensato come una giornata dedicata alla guida in pista e alla celebrazione della storia dell’automobile. Le vetture partecipanti hanno potuto percorrere il tracciato in totale sicurezza, offrendo al pubblico uno spettacolo unico fatto di motori storici, linee iconiche e ricordi di epoche che hanno segnato profondamente la cultura automobilistica europea.
Il trionfo dell’Alfa Romeo Giulia GT AM del 1971
Il riconoscimento più prestigioso della giornata, il titolo di Best of Paddock, è stato assegnato a una straordinaria Alfa Romeo Giulia GT AM del 1971. L’esemplare, appartenente ai fratelli Alessandro ed Emanuele Morteo, rappresenta una delle interpretazioni più radicali e affascinanti della sportività Alfa Romeo.
La Giulia GT AM premiata durante l’evento è uno dei circa quaranta esemplari realizzati all’epoca da Autodelta, il reparto corse ufficiale del marchio del Biscione. Questa vettura rappresenta l’evoluzione estrema della celebre Giulia GTA, sigla che identifica la Gran Turismo Alleggerita.
La denominazione GT AM significa invece Gran Turismo America. Il nome deriva dal fatto che la vettura utilizzava come base la versione statunitense della 1750 GT Veloce. Rispetto alla versione europea, questa variante adottava il sistema di iniezione indiretta Spica al posto dei tradizionali carburatori doppio corpo.
Una carriera sportiva ricca di successi
La vettura premiata durante l’evento ASI può vantare un passato agonistico particolarmente ricco. Nel corso della sua carriera ha partecipato a competizioni in pista e a gare in salita, accumulando un palmarès significativo nell’arco di oltre dieci anni di attività.
Le ultime vittorie di questo esemplare risalgono agli anni Ottanta, a dimostrazione della longevità e della competitività di un progetto tecnico che ha segnato una delle stagioni più gloriose della storia Alfa Romeo.
Con la Giulia GT AM, il marchio milanese riuscì infatti a conquistare il Campionato Europeo Turismo nelle stagioni 1971 e 1972. Questo successo contribuì a consolidare la reputazione sportiva di Alfa Romeo nel panorama delle competizioni internazionali.
Il Memorial dedicato a Sandro Munari
L’edizione 2026 di ASI in Pista Spring Experience è stata segnata anche da un momento di grande emozione con l’assegnazione dello speciale Memorial dedicato a Sandro Munari.
Il leggendario pilota di rally, soprannominato “Il Drago”, è stato uno dei protagonisti più iconici della storia dell’automobilismo italiano. La sua scomparsa alla vigilia della manifestazione ha reso ancora più significativa l’iniziativa organizzata dagli organizzatori.
Il riconoscimento è stato assegnato alla Lancia Fulvia HF portata in pista da Bruno Frassi. Questa vettura rappresenta uno dei modelli più simbolici della carriera sportiva di Munari.
La Fulvia HF e il trionfo al Monte-Carlo
La Lancia Fulvia HF è il modello che ha consacrato Sandro Munari nell’Olimpo dei rally. Con questa vettura il pilota italiano ha ottenuto alcune delle vittorie più memorabili della storia del motorsport.
Tra queste spicca il trionfo al Rallye Monte-Carlo del 1972, una delle competizioni più prestigiose del panorama internazionale. In quell’occasione Munari portò alla vittoria la sua Fulvia HF numero 14 sulle strade innevate delle montagne francesi, scrivendo una pagina indimenticabile del rally mondiale.
I premi assegnati durante la manifestazione
Oltre al Best of Paddock e al Memorial Sandro Munari, la seconda edizione di ASI in Pista Spring Experience ha visto l’assegnazione di numerosi altri riconoscimenti dedicati alle vetture più rappresentative presenti in pista.
Tra questi si distingue il Trofeo Regina dei Rally, assegnato a una splendida Alpine Renault A110 del 1971 appartenente al collezionista Marco Cipriani. Questo modello rappresenta uno dei simboli della storia dei rally e fu per molti anni la rivale più temibile della Lancia Fulvia HF sulle prove speciali di tutto il mondo.
Il Trofeo Granturismo è stato invece assegnato alla Ferrari 456 M GT del 2000 portata in pista da Moreno Busato. Si tratta di una delle ultime berlinette di Maranello disegnate da Pininfarina, un modello che rappresenta un capitolo importante nella storia recente della casa del Cavallino Rampante.
Il premio Youngtimer e la Mini John Cooper Works
Un altro riconoscimento significativo è stato il Trofeo Youngtimer, dedicato alle vetture più moderne tra quelle presenti all’evento. Il premio è stato assegnato alla Mini John Cooper Works di Cristian Delogu.
Questa versione rappresenta la declinazione più sportiva della Mini rilanciata all’inizio degli anni Duemila. Con la sua combinazione di design iconico e prestazioni elevate, la Mini John Cooper Works ha contribuito a riportare in auge lo spirito sportivo del marchio britannico.
Il premio Spirito Alfista
Durante l’evento è stato assegnato anche il riconoscimento denominato Spirito Alfista. Questo premio nasce da una statistica interessante emersa durante la manifestazione: il marchio più rappresentato tra le vetture presenti in pista è stato infatti Alfa Romeo.
Il riconoscimento è stato assegnato alla Giulia SS del 1964 appartenente a Fausto Capelli. Questo modello rappresenta una delle coupé più eleganti e affascinanti prodotte dalla casa milanese negli anni Sessanta.
La Giulia SS si distingue per le sue linee aerodinamiche e per il design innovativo sviluppato dalla carrozzeria Bertone. Ancora oggi è considerata una delle Alfa Romeo più iconiche della storia.
Le monoposto Formula Junior protagoniste in pista
Un altro gruppo particolarmente numeroso tra i partecipanti alla manifestazione è stato quello delle monoposto di Formula Junior. Questa categoria rappresenta uno dei capitoli più interessanti della storia dell’automobilismo sportivo, poiché ha contribuito alla formazione di molti piloti destinati a carriere internazionali.
Per celebrare queste vetture è stato istituito il premio Forever Junior, assegnato a Riccardo Calligari con la sua Silva del 1995. Questo riconoscimento ha voluto sottolineare l’importanza storica della categoria e il ruolo che queste monoposto hanno avuto nello sviluppo del motorsport.
Le vetture rally premiate
La manifestazione ha dedicato particolare attenzione anche alle vetture da rally, protagoniste di alcune categorie specifiche.
Il premio Rally Golden Era è stato assegnato alla Fiat Ritmo Gruppo 2 del 1978 appartenente a Barbara Riolfo. Questo modello rappresenta uno degli esempi più significativi della generazione di vetture che hanno animato il panorama dei rally tra gli anni Settanta e Ottanta.
Il riconoscimento Rally per Tutti è stato invece assegnato alla Peugeot 106 Rally del 2000 portata in pista da Cristiano Stroppa. Questo modello è stato uno dei protagonisti delle competizioni rally degli anni Novanta e Duemila, grazie alla sua leggerezza e alla straordinaria agilità.
Un evento che celebra la cultura automobilistica
La seconda edizione di ASI in Pista Spring Experience ha dimostrato ancora una volta quanto sia forte la passione per le auto storiche. Il circuito Tazio Nuvolari si è trasformato per un giorno in un luogo di incontro tra generazioni di appassionati e tra epoche diverse della storia dell’automobile.
Le circa cento vetture presenti hanno rappresentato un viaggio nel tempo che ha attraversato oltre quarant’anni di evoluzione tecnica e stilistica. Dai modelli sportivi degli anni Sessanta alle youngtimer degli anni Duemila, ogni auto ha contribuito a raccontare un frammento della grande storia dell’automobilismo.
Il successo della manifestazione conferma il ruolo sempre più importante degli eventi dedicati alle auto storiche. Occasioni come questa permettono non solo di preservare il patrimonio automobilistico, ma anche di mantenerlo vivo attraverso l’esperienza diretta della guida e della condivisione tra appassionati.






