Alfa Romeo e Carabinieri celebrano 75 anni di collaborazione ad Arese

Presentato al Museo Alfa Romeo di Arese il libro sui 75 anni di collaborazione con i Carabinieri tra modelli storici, sicurezza e storia italiana.

Alfa Romeo e Carabinieri

Al Museo Alfa Romeo di Arese è stato presentato il volume “Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese”, un’opera che ripercorre settantacinque anni di collaborazione tra il marchio del Biscione e l’Arma dei Carabinieri. Il libro racconta non soltanto l’evoluzione delle vetture utilizzate dall’Arma, ma anche una parte significativa della storia italiana dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri.

L’evento si è svolto all’interno del museo lombardo, luogo simbolico per il marchio Alfa Romeo e per la sua tradizione automobilistica. Alla presentazione hanno partecipato il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo, il CEO di Alfa Romeo e COO di Maserati Santo Ficili e Lorenzo Ardizio, curatore del Museo Alfa Romeo di Arese e coautore del volume.

Nel corso della giornata è stato inoltre svelato il logo ufficiale dedicato al settantacinquesimo anniversario della collaborazione tra le due istituzioni.

Il logo celebrativo unisce il Biscione e la Fiamma

Il nuovo simbolo commemorativo è stato realizzato per accompagnare le iniziative legate all’anniversario. Al centro del logo compare il numero 75, integrato graficamente con due elementi immediatamente riconoscibili: il Biscione Alfa Romeo e la Fiamma dei Carabinieri.

L’obiettivo del progetto grafico è rappresentare un rapporto costruito nel tempo e diventato parte dell’immaginario collettivo italiano. Il risultato richiama il legame tra industria automobilistica e presenza istituzionale sul territorio, un binomio che nel corso dei decenni è entrato nella quotidianità di molte città italiane.

La collaborazione tra Alfa Romeo e Carabinieri viene infatti descritta come un percorso condiviso fatto di identità, riconoscibilità e continuità storica.

La storia comincia nel 1951 con la 1900 M “Matta”

L’origine ufficiale della collaborazione risale al 1951, anno in cui entra in servizio la Alfa Romeo 1900 M “Matta”, considerata la prima Alfa Romeo in livrea Carabinieri.

Si trattava di un veicolo progettato nel secondo dopoguerra, in una fase in cui il Paese stava affrontando la ricostruzione economica e sociale. Robusta, essenziale e adatta ai percorsi più difficili, la “Matta” rappresentava un mezzo operativo pensato per rispondere alle necessità di un’Italia ancora profondamente segnata dal conflitto.

Durante la presentazione del libro, proprio la 1900 M “Matta” è stata esposta accanto a una Giulia Quadrifoglio, creando un collegamento simbolico tra il passato e il presente della collaborazione tra Alfa Romeo e Arma dei Carabinieri.

La nascita della “Gazzella” del Radiomobile

Uno dei passaggi più importanti raccontati nel libro riguarda la nascita della cosiddetta “Gazzella” del Nucleo Radiomobile. Il modello protagonista è l’Alfa Romeo Giulia, utilizzata dall’Arma tra il 1963 e il 1968.

Con la Giulia prende forma una nuova idea di pattuglia veloce, immediatamente riconoscibile e capace di intervenire rapidamente sul territorio. La vettura diventa presto uno dei simboli più noti dei Carabinieri italiani.

La combinazione tra prestazioni, affidabilità e immagine contribuì a rendere la Giulia una delle auto più rappresentative della presenza dello Stato sulle strade italiane. Ancora oggi il termine “Gazzella” richiama direttamente le Alfa Romeo utilizzate dall’Arma.

Le Alfa Romeo che hanno accompagnato la storia italiana

Il volume segue l’evoluzione della collaborazione attraverso diversi modelli che hanno segnato decenni differenti della storia italiana. Non si tratta soltanto di una cronologia automobilistica, ma di un percorso parallelo agli eventi che hanno caratterizzato la Repubblica italiana.

Negli anni del boom economico emerge la Giulia Super del 1968, una berlina che rappresentava la crescita industriale del Paese e una nuova idea di mobilità veloce ed elegante.

Successivamente il racconto entra negli anni di piombo, periodo complesso segnato dal terrorismo e dalla tensione sociale. In questa fase compare l’Alfetta 2.0 “Protetta” del 1979, una versione blindata impiegata nei servizi di scorta.

Gli anni Ottanta e Novanta vengono invece rappresentati da modelli come Alfa 90 e Alfa 75, utilizzati durante il periodo della lotta alla criminalità organizzata e della forte presenza dello Stato sul territorio.

La parte finale del volume arriva fino ai giorni nostri con una lunga serie di modelli moderni: Alfa 156, Alfa 159, Giulietta, Giulia, Tonale e Stelvio. Un percorso che mostra come il rapporto tra Alfa Romeo e Carabinieri sia rimasto costante nonostante i profondi cambiamenti del settore automotive.

Dalla Giulietta alla Giulia Quadrifoglio

Tra le vetture più recenti utilizzate dall’Arma compaiono anche modelli ad alte prestazioni come la Giulia Quadrifoglio, oggi impiegata nei servizi speciali.

La presenza di queste vetture evidenzia l’evoluzione tecnica delle auto in dotazione ai Carabinieri, sempre più orientate a unire prestazioni elevate, sicurezza e tecnologie avanzate.

Negli ultimi anni la gamma si è ampliata ulteriormente con l’arrivo di SUV come Tonale e Stelvio, segno di un adattamento progressivo alle nuove esigenze operative e alle trasformazioni del mercato automobilistico.

Il libro sottolinea come ogni modello abbia rappresentato il proprio tempo, non soltanto dal punto di vista tecnico ma anche simbolico.

La sezione “Alfa Romeo in Divisa” al Museo di Arese

Molte delle vetture citate nel volume sono oggi esposte all’interno del Museo Alfa Romeo nella sezione “Alfa Romeo in Divisa”, realizzata in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri.

Lo spazio è stato inaugurato il 24 giugno 2020 in occasione del centodecimo anniversario del marchio. L’area raccoglie modelli storici utilizzati dalle forze dell’ordine e rappresenta uno dei percorsi più visitati del museo.

Alfa Romeo e Carabinieri

La collezione consente di osservare da vicino l’evoluzione stilistica e tecnica delle vetture Alfa Romeo destinate ai servizi istituzionali, mostrando anche come sia cambiata nel tempo l’idea stessa di auto operativa.

Per molti visitatori, queste vetture rappresentano una parte della memoria collettiva italiana, legata tanto alla storia dell’automobile quanto alla vita quotidiana del Paese.

Un libro costruito tra archivio e testimonianze

“Carabinieri e Alfa Romeo – al servizio del Paese” è pubblicato da Giunti e Giorgio Nada Editore, con testi firmati da Danilo Moriero e Lorenzo Ardizio. Le fotografie originali sono invece di Alessandro Barteletti e Paolo Carlini.

Il volume è organizzato in cinque capitoli che seguono i grandi momenti della storia italiana: ricostruzione postbellica, miracolo economico, anni di piombo, lotta alla criminalità organizzata e scenari globali contemporanei.

Accanto alla documentazione storica trovano spazio anche contributi istituzionali e testimonianze dirette, con l’obiettivo di raccontare non solo i modelli ma anche il ruolo operativo delle vetture utilizzate dall’Arma.

Il libro si conclude con un dialogo con il comandante del Nucleo Radiomobile di Roma, dedicato all’esperienza quotidiana degli uomini e delle donne che guidano queste automobili durante il servizio.

Un legame diventato parte dell’identità italiana

Nel corso dei decenni le Alfa Romeo dei Carabinieri sono diventate molto più di semplici vetture di servizio. La loro presenza ha contribuito a costruire un’immagine precisa delle pattuglie italiane, riconoscibile in tutto il Paese.

Le cosiddette “Gazzelle” hanno accompagnato momenti molto diversi della storia nazionale, passando dalle strade della ricostruzione economica ai periodi più difficili legati alla criminalità e al terrorismo.

La riconoscibilità delle livree, il suono dei motori Alfa Romeo e il ruolo operativo delle pattuglie hanno trasformato queste automobili in simboli istituzionali capaci di entrare nella cultura popolare italiana.

Anche per questo motivo la collaborazione tra Alfa Romeo e Carabinieri continua a essere raccontata non soltanto come una partnership tecnica, ma come una relazione legata all’identità del Paese.

Il valore storico delle vetture dell’Arma

Osservando la lunga lista dei modelli utilizzati nel tempo emerge anche l’evoluzione dell’automobile italiana. Dai mezzi spartani del dopoguerra fino alle berline sportive e ai SUV più recenti, ogni vettura riflette un periodo specifico dell’industria nazionale.

Le Alfa Romeo in servizio presso i Carabinieri hanno spesso rappresentato anche il livello tecnologico raggiunto dall’automobilismo italiano nelle varie epoche. Prestazioni, sicurezza, velocità e capacità di intervento sono rimasti elementi centrali lungo tutto il percorso raccontato dal libro.

Il risultato finale è una narrazione che intreccia storia dell’auto, memoria collettiva e trasformazioni sociali, utilizzando le vetture dell’Arma come filo conduttore di settantacinque anni di Italia.

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