Accise carburanti, nuova proroga ma lo sconto si riduce: cosa cambia per benzina e diesel

Il Governo proroga gli sconti sulle accise fino al 3 luglio ma dimezza ancora il taglio sul diesel. Prezzi sotto i 2 euro, consumatori contrari alla misura.

accise carburanti

Per milioni di automobilisti italiani il tema del costo dei carburanti continua a essere una delle principali preoccupazioni legate alla mobilità quotidiana. Benzina e gasolio restano infatti voci di spesa importanti per famiglie, lavoratori e imprese, soprattutto dopo gli aumenti registrati negli ultimi anni e le forti oscillazioni dei mercati energetici internazionali. In questo contesto il Governo ha deciso di prolungare ancora una volta il sistema di riduzione delle accise sui carburanti. La misura, già applicata nei mesi precedenti attraverso una serie di interventi normativi, resterà in vigore fino al 3 luglio. La proroga garantisce continuità agli sconti attualmente applicati alla pompa, ma introduce una modifica significativa per chi utilizza veicoli alimentati a gasolio.

Se per la benzina il taglio viene mantenuto invariato, il diesel vedrà infatti una riduzione ulteriore dello sconto. Una scelta che arriva mentre i prezzi alla pompa mostrano segnali di diminuzione e mentre il dibattito sulle politiche fiscali legate ai carburanti continua a dividere istituzioni, consumatori ed esperti del settore.

Sconto accise carburanti: il taglio sulla benzina resta invariato

La novità principale riguarda la durata della misura. Gli sconti sulle accise continueranno fino al 3 luglio grazie a un nuovo decreto ministeriale che prolunga il sistema introdotto nei mesi precedenti per contenere l’impatto del caro energia sui consumatori.

Per chi utilizza la benzina non cambiano le condizioni attualmente in vigore. Lo sconto resta fissato a 5 centesimi al litro. Considerando anche l’effetto dell’IVA, il beneficio complessivo supera i 6 centesimi per litro e permette di mantenere un alleggerimento, seppur limitato, sul costo finale del rifornimento.

L’accisa sulla benzina rimane fissata a 622,90 euro per mille litri. Una conferma che offre una certa stabilità agli automobilisti in una fase in cui i prezzi stanno mostrando una tendenza al ribasso rispetto ai picchi registrati nei mesi passati.

La scelta di mantenere invariato il beneficio sulla verde è stata interpretata come un tentativo di continuare a sostenere una larga parte del parco circolante italiano, ancora fortemente legato ai motori benzina, soprattutto nei segmenti delle utilitarie e delle vetture compatte.

Per il diesel arriva un nuovo dimezzamento dello sconto

La situazione cambia invece per il gasolio. Il Governo ha deciso di ridurre nuovamente il livello dello sconto applicato alle accise. Il beneficio passa infatti da 10 a 5 centesimi al litro, segnando il secondo dimezzamento consecutivo.

Nei mesi precedenti il taglio era già stato ridotto da 20 a 10 centesimi. Con il nuovo intervento si arriva quindi a una riduzione ancora più contenuta, che comporterà inevitabilmente un incremento del prezzo finale pagato dagli automobilisti che utilizzano veicoli diesel.

Dal punto di vista fiscale l’accisa sul gasolio sale da 572,90 euro a 622,90 euro per mille litri, raggiungendo di fatto il livello della benzina. Una modifica che avrà effetti immediati sui listini delle stazioni di servizio una volta entrata in vigore la nuova proroga.

Per molti automobilisti la notizia rappresenta un elemento di particolare interesse. Il diesel continua infatti a essere molto diffuso tra chi percorre elevate percorrenze annuali, tra i professionisti e tra numerose flotte aziendali che hanno scelto questa alimentazione per motivi di efficienza e autonomia.

Quanto costa la proroga dello sconto accise carburanti alle casse dello Stato

Il mantenimento degli sconti sulle accise comporta inevitabilmente un costo per la finanza pubblica. La nuova proroga richiederà risorse per circa 150 milioni di euro, una cifra che il Governo ha deciso di coprire attraverso il maggiore gettito IVA generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti registrato nei mesi precedenti.

Il decreto individua precisamente una copertura pari a 149,4 milioni di euro. Le risorse arrivano dall’extragettito IVA accumulato nel mese di maggio grazie ai versamenti effettuati dai contribuenti.

Si tratta del meccanismo noto come “accise mobili”, che consente di utilizzare parte delle maggiori entrate fiscali derivanti dall’aumento dei prezzi energetici per finanziare riduzioni temporanee delle imposte sui carburanti.

Questo sistema è stato utilizzato più volte nel corso degli ultimi mesi e rappresenta una delle principali leve adottate per limitare gli effetti delle tensioni sui mercati energetici.

Accise carburanti: i prezzi alla pompa continuano a scendere

La proroga arriva in una fase caratterizzata da una progressiva riduzione dei prezzi dei carburanti. I dati più recenti mostrano infatti un andamento favorevole per gli automobilisti, con benzina e diesel che sulla rete ordinaria continuano a mantenersi sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro.

La benzina in modalità self service si attesta a 1,921 euro al litro, in lieve calo rispetto ai giorni precedenti. Anche il diesel mostra una flessione e raggiunge 1,980 euro al litro.

La situazione cambia leggermente lungo la rete autostradale, dove i prezzi risultano tradizionalmente più elevati. Qui la benzina supera nuovamente quota 2 euro e raggiunge 2,020 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 2,072 euro.

Nonostante questi valori, il quadro generale evidenzia un raffreddamento dei listini rispetto alle settimane precedenti. Una tendenza che ha probabilmente contribuito alla decisione di ridurre progressivamente il livello degli sconti applicati al diesel.

Le associazioni dei consumatori criticano la scelta

La riduzione dello sconto sul gasolio non ha però convinto le associazioni dei consumatori. Le organizzazioni che rappresentano gli utenti ritengono infatti che il taglio del beneficio possa tradursi in nuovi costi per milioni di automobilisti.

Secondo le stime diffuse dalle associazioni, il diesel potrebbe tornare rapidamente sopra la soglia dei 2 euro al litro lungo la rete ordinaria e superare i 2,1 euro al litro in autostrada. Un aumento che inciderebbe soprattutto su chi utilizza quotidianamente l’automobile per lavoro o per esigenze familiari.

Le valutazioni economiche indicano inoltre che il minor sconto potrebbe generare un aggravio complessivo di oltre 17 milioni di euro a settimana per gli automobilisti italiani che utilizzano veicoli alimentati a gasolio.

Numeri che alimentano il confronto tra chi ritiene necessario continuare a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e chi invece considera opportuno un graduale ritorno alla normalità fiscale.

Un sistema che potrebbe arrivare al capolinea

La nuova proroga potrebbe rappresentare uno degli ultimi capitoli della stagione delle accise mobili. Dopo numerosi interventi tra decreti legge e decreti ministeriali, il sistema sembra infatti avvicinarsi a una possibile conclusione.

Nel corso del tempo l’Italia ha ricevuto osservazioni critiche da parte delle istituzioni europee e di organismi internazionali. Le perplessità riguardano soprattutto l’efficacia delle riduzioni generalizzate, considerate costose per le finanze pubbliche e poco mirate dal punto di vista sociale.

L’orientamento emerso negli ultimi mesi punta infatti verso strumenti più selettivi, capaci di concentrare gli aiuti sulle categorie maggiormente esposte agli aumenti dei prezzi energetici.

In quest’ottica era stata presa in considerazione anche l’ipotesi di introdurre un voucher carburante destinato ai nuclei familiari con redditi più bassi. L’idea non sembra però aver trovato spazio nell’ultimo provvedimento.

Le possibili alternative allo studio

Mentre il sistema delle accise mobili si avvicina alla sua possibile conclusione, il dibattito si sposta sulle misure che potrebbero sostituirlo. Tra le opzioni valutate emerge quella di rafforzare gli strumenti di welfare aziendale attraverso l’utilizzo dei fringe benefit.

In questo scenario le imprese potrebbero riconoscere ai propri dipendenti bonus carburante o altre forme di sostegno economico legate alla mobilità. Una soluzione che consentirebbe di indirizzare le risorse verso categorie specifiche senza intervenire direttamente sulla fiscalità generale dei carburanti.

Al momento non sono state comunicate decisioni definitive, ma il confronto appare destinato a proseguire nelle prossime settimane. Molto dipenderà dall’andamento dei prezzi internazionali dell’energia, dall’evoluzione dell’inflazione e dalle disponibilità di bilancio.

Nel frattempo gli automobilisti italiani continuano a osservare con attenzione i tabelloni delle stazioni di servizio. La proroga fino al 3 luglio garantisce ancora qualche settimana di sconto, ma il progressivo ridimensionamento del beneficio sul diesel conferma che la fase degli aiuti generalizzati sta entrando in una nuova fase. Con i prezzi tornati sotto controllo rispetto ai mesi più critici e con la necessità di contenere la spesa pubblica, il futuro delle accise agevolate appare sempre più legato a interventi selettivi e mirati piuttosto che a riduzioni estese a tutti i consumatori.

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